Il campo di Fermo

5. Acrobazie sul pentagramma

La mattina Agocsy ci faimpazzire col suo Do che a volte è un Do a volte un’altra cosa.Questo benedetto domobile! Però chi impara bene il marchingegnosolfistico verrà premiato. Laszlo si è portato da Pecs unmazzo di immaginette con su la foto di Kodaly: le consegnerà a finecorso solo a chi saprà far circumnavigare come si deve il Do frale righe e gli spazi del pentagramma… (e mica solo il Do; anche il Re ilMi e tutto il resto; e per cortesia, quel monello di Peter Maros, il traduttore,conservi le sue spiritosaggini domobilistiche per le scorribande seralicon le ragazze).
Nel naufragio dell’archiviosi è perso pure il mio santino, l’immaginetta con la foto di Kodalye la dedica di Agocsy che il maestro consegnò solennemente anchea me in premio per la mia bravura (qualche maligno avanzava il perfidosospetto che me l’avesse dato perché ero sì un assiduo ediligente frequentatore delle lezioni ma ero pur sempre il Direttore delCampo…).
Per quattro anni Agocsyterrà il suo corso a Fermo, fino al 1973. E qualche insegnante sarebbetornato ripetutamente, diventando un vero esperto kodalyano, come il fiorentinoGiovanni Mangione, che arricchirà il repertorio didattico con unproprio manuale.
 
 
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