JAZZ E DISCORSO VERBALE: INDAGINE SULLA PERSUASIVITÀ DELL'IMPROVVISAZIONE JAZZISTICA
La proposta di pensare l'improvvisazione jazz come discorso persuasivo, sul modello della narrazione letteraria e del discorso retorico, muove da due esigenze:
1) liberarla dalla sua auto-referenzialità, dalla idea che l'improvvisazione jazz sia essenzialmente auto-verifica e scavo e soltanto secondariamente comunicazione (pensiamo ai 'boppers', al loro suonare con le spalle voltate al pubblico bianco, alla loro idea della musica come 'liberazione' del popolo nero).
2) Dal punto di vista didattico, facilitare l'avviamento all'improvvisazione jazz da parte di coloro che ne sono affascinati ma continuano a pensarla come estranea al proprio vissuto, alla esperienza di tutti i giorni.
Conversare, raccontare, persuadere
sono viceversa attività che appartengono all'esperienza di tutti.
Ne deriva come pensare l'improvvisazione in termini dialogici e narrativi
faciliti l'accostamento a un discorso capace di orientarsi autonomamente,
in modo libero, non più determinato da un codice astruso e
pre-costituito.
Nella mia relazione cercherò
di mostrare con esempi musicali dal vivo l'applicabilità della metafora
retorica e letteraria al jazz, soffermandomi in particolare sui seguenti
punti: pluralità di registri e dialogicità costitutiva dell'improvvisazione;
un discorso che si auto-orienta; la segmentazione del discorso: frasi e
loro collegamento; ridondanza e nuclei di riferimento; la scrittura musicale
come ostacolo e stimolo alla dialogicità; stile musicale, stile
letterario e approccio fisico all'improvvisazione.