DALLE SCUOLE MEDIE AD INDIRIZZO MUSICALE (SMIM) AL LICEO MUSICALE: UN PROGETTO DI CONTINUITÀ NELL'INNOVAZIONE
Il patto formativo con l'allievo
L'esigenza di rapportarsi con un'utenza
non sempre fortemente motivata, ha indotto gli operatori delle SMIM a cercare
gli aspetti motivazionali dell'apprendimento nel vissuto dell'alunno. Si
è trattato di una acquisizione favorita ed indotta dal fatto stesso
di operare nella scuola media, che per sua natura ha un ruolo orientativo
ed è quindi particolarmente attenta a cogliere le esigenze, le attitudini
e le aspirazioni degli alunni. Ciò ha comportato la necessità
di rimettere in discussione il modello di studi con il quale ci eravamo
formati, caratterizzato dalla centralità, sia nella motivazione
sia nelle finalità, del raggiungimento di obiettivi quali ad esempio
l'esecuzione di un particolare repertorio (ovviamente è una semplificazione,
e me ne scuso, ma credo che la sostanza sia questa). Sin dall'inizio è
apparsa evidente l'impossibilità di imporre, come necessari in astratto,
aspetti comunque importanti quali una corretta impostazione o la necessità
di svolgere esercitazioni di carattere tecnico.
È stato quindi necessario
sostituire la "motivazione finale", con un percorso motivazionale, che
permettesse di determinare di volta in volta il livello di acquisizione
necessario in ognuno degli aspetti, al fine di poter realizzare il repertorio:
intendendo con ciò non il repertorio classico e finale del proprio
strumento, bensì quello in corso nel momento stesso in cui si opera
o nelle sue immediate vicinanze.
Questo aspetto è destinato,
a mio avviso, a subire notevoli modifiche e miglioramenti proprio a seguito
dell'avvio dei Licei. Infatti la mancanza di un percorso successivo alle
SMIM ha reso del tutto autoreferenziali tali scelte, rendendo impossibile
una verifica diffusa di tale modello didattico e soprattutto tararne l'equilibrio
tra le esigenze immediate e quelle a medio e lungo termine. L'unico riferimento
finora possibile era infatti rappresentato dal passaggio di alunni dalla
SMIM ai Conservatori che, seppur molto diffusi, sono stati giustamente
vissuti, da entrambe le parti, come una anomalia e quindi non hanno ingenerato
alcun effetto rilevante di revisione dei rispettivi modelli.
Il repertorio
La scelta dei metodi, degli studi
e del repertorio ha subito nelle SMIM una notevole evoluzione, sia per
quel che riguarda la particolarità degli organici scolastici sia
per quanto riguarda l'attenzione rivolta alla necessità di legare
tale scelta a motivazioni di carattere interdisciplinare o semplicemente
ai gusti ed al vissuto musicale degli alunni.
Credo inoltre che, per motivi legati
più al vissuto dei docenti che per una reale problematicità
insita in questo aspetto, su di esso saranno imbastite le dispute più
vivaci. Non sarà infatti possibile un profondo e serio aggiornamento
del repertorio senza una conseguente rivisitazione delle caratteristiche
stesse dell'apprendimento strumentale e ciò metterà in discussione
le caratteristiche tecniche e stilistiche dei vari strumenti. Si pensi,
a titolo di esempio, alla necessità di dare uno spazio sicuramente
maggiore alla pratica dell'improvvisazione, all'esecuzione di repertori
contemporanei, di diversi generi e culture.
Fino ad oggi nelle SMIM ciò
è accaduto senza il vincolo di dover misurare i livelli in uscita
sulla base di obiettivi comuni e condivisi. L'avvio dei Licei ci porterà
invece inevitabilmente a stabilire con maggiore definizione da un lato
le necessità dell'apprendimento di base necessario per l'utenza
a loro destinata e dall'altro a stabilire le modalità di passaggio
da un apprendimento caratterizzato da un forte carattere orientativo a
quello dichiaratamente di indirizzo professionale rappresentato dai Licei.
Il ruolo orientativo
Nell'organizzazione delle attività
dei docenti, in molte SMIM, si vanno sempre più affermando momenti
di intervento e di collaborazione con le scuole elementari. In alcuni casi
il processo è stato favorito dalla sempre maggiore diffusione degli
Istituti Comprensivi, in altre dalla semplice necessità di presentare
e far conoscere alla potenziale utenza le possibilità e le specificità
dell'Offerta Formativa che le caratterizza. Inoltre, al di la delle possibili
ripercussioni che potranno essere prodotte dall'attuale riforma dei cicli,
è opinione condivisa che sia indispensabile anticipare quanto possibile
l'inizio dell'apprendimento strumentale. E' quindi ipotizzabile un intervento
dei docenti di strumento e dei colleghi di Ed.Musicale sin dai primi anni
della scuola elementare al fine di avviare alla pratica strumentale un
maggior numero di alunni tramite attività che potranno, in una fase
iniziale, assumere il carattere dell'animazione musicale, per passare poi
ad un reale approccio ai diversi strumenti. Si tratta quindi di costruire
un percorso di apprendimento dal quale possano emergere attitudini e scelte
motivate per i singoli alunni superando tra l'altro l'attuale modello delle
prove orientativo-attitudinali o degli esami di ammissione.
Le SMIM, o ciò che rappresenterà
il settore di base degli studi musicali, dovranno caratterizzarsi per la
capacità di elaborare percorsi che permettano di partire da un approccio
di tipo orientativo per giungere gradualmente ad una scelta di indirizzo,
tale da consentire, a coloro che vogliano avviarsi verso lo studio professionale
della musica, di poter frequentare un Liceo Musicale.
La musica d'insieme
Tra le attività caratterizzanti
che hanno segnato una profonda innovazione didattica, la pratica della
musica d'insieme assume sicuramente un ruolo di particolare rilievo. Questo
aspetto è destinato ad ampliarsi ulteriormente per le innumerevoli
possibilità d'impiego che offre, sia in termini di rielaborazione
collettiva degli apprendimenti, sia per il suo possibile utilizzo nelle
attività interdisciplinari e nella produzione di lavori destinati
ad esecuzioni pubbliche. Nella pratica didattica delle SMIM infatti, l'esecuzione
pubblica e la collaborazione con le altre attività della scuola
per la realizzazione di produzioni interdisciplinari è una prassi
consolidata. Essa, inoltre, assume un particolare rilievo motivazionale
in quanto permette all'alunno di poter riscontrare un riconoscimento sociale
delle competenze acquisite ed una loro valorizzazione ampliata tra l'altro
proprio dall'effetto prodotto dall'insieme.
L'attività collettiva, dai
piccoli gruppi da camera alle orchestre presenti in molte SMIM, ben si
adatta alla valorizzazione ed alla coltivazione di un diverso spettro di
competenze musicali. Intendo con ciò mettere in rilievo che il pericolo
maggiore, derivante dalla frammentazione del percorso degli studi, non
deve essere visto nel pericolo di un abbassamento dei livelli di apprendimento
dei vari stadi, quanto nella diversa disposizione dell'ordine e del livello
delle competenze e abilità previste. In assenza di un adeguato confronto
tra gli operatori dei diversi settori, non è difficile immaginare
che proprio dalle inevitabili e fisiologiche differenze degli obiettivi
specifici di ciascun settore, possano derivare le maggiori difficoltà.
Non si tratta quindi di ipotizzare
un percorso che non preveda fratture o differenze di impostazione, bensì
di riconoscere sin d'ora queste differenze ed operare in modo che gli alunni
possano affrontarle con un bagaglio ed una elasticità nella preparazione
che gli consentano di poterle superare.