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DALLE SCUOLE MEDIE AD INDIRIZZO MUSICALE (SMIM) AL LICEO MUSICALE: UN PROGETTO DI CONTINUITÀ NELL'INNOVAZIONE

di Ciro Fiorentino
Referente Nazionale COM
(Coordinamento dell'Orientamento Musicale)

 
 
 Trovarsi a discutere sull'avvio, speriamo imminente, dei Licei Musicali - partendo da un particolare punto di vista, quello degli altri settori che, completata la transizione della riforma, formeranno il percorso degli studi musicali - credo sia il segnale della volontà di radicare la riflessione nelle esperienze che questi settori hanno vissuto e sulle loro caratteristiche ed esigenze.
I Licei Musicali, per definizione, rappresenteranno la fase intermedia degli studi. Al di la quindi del non marginale compito di offrire dei possibili sbocchi professionali, si troveranno a dover gestire, da un lato, la necessità di accogliere alunni provenienti dalla scuola media e dall'altro quella di garantire livelli in uscita adeguati alla dichiarata intenzione di ottenere un elevamento complessivo della preparazione.
Sarebbe però oltremodo limitativo immaginare il loro avvio come il prodotto di queste esigenze, ignorando che esso stesso produrrà delle ripercussioni sull'organizzazione e sulle modalità operative degli altri settori.
Sulla base della mia esperienza, intendo quindi analizzare alcune caratteristiche delle SMIM, con l'intento di sottolinearne la validità al fine di proporne il mantenimento, nell'organizzazione dei Licei, evidenziando nel contempo qualche limite, che proprio l'avvio del settore di studi che ne rappresenta il proseguimento logico, sinora mancato, potrebbe evidenziare.

Il patto formativo con l'allievo
L'esigenza di rapportarsi con un'utenza non sempre fortemente motivata, ha indotto gli operatori delle SMIM a cercare gli aspetti motivazionali dell'apprendimento nel vissuto dell'alunno. Si è trattato di una acquisizione favorita ed indotta dal fatto stesso di operare nella scuola media, che per sua natura ha un ruolo orientativo ed è quindi particolarmente attenta a cogliere le esigenze, le attitudini e le aspirazioni degli alunni. Ciò ha comportato la necessità di rimettere in discussione il modello di studi con il quale ci eravamo formati, caratterizzato dalla centralità, sia nella motivazione sia nelle finalità, del raggiungimento di obiettivi quali ad esempio l'esecuzione di un particolare repertorio (ovviamente è una semplificazione, e me ne scuso, ma credo che la sostanza sia questa). Sin dall'inizio è apparsa evidente l'impossibilità di imporre, come necessari in astratto, aspetti comunque importanti quali una corretta impostazione o la necessità di svolgere esercitazioni di carattere tecnico.
È stato quindi necessario sostituire la "motivazione finale", con un percorso motivazionale, che permettesse di determinare di volta in volta il livello di acquisizione necessario in ognuno degli aspetti, al fine di poter realizzare il repertorio: intendendo con ciò non il repertorio classico e finale del proprio strumento, bensì quello in corso nel momento stesso in cui si opera o nelle sue immediate vicinanze.
Questo aspetto è destinato, a mio avviso, a subire notevoli modifiche e miglioramenti proprio a seguito dell'avvio dei Licei. Infatti la mancanza di un percorso successivo alle SMIM ha reso del tutto autoreferenziali tali scelte, rendendo impossibile una verifica diffusa di tale modello didattico e soprattutto tararne l'equilibrio tra le esigenze immediate e quelle a medio e lungo termine. L'unico riferimento finora possibile era infatti rappresentato dal passaggio di alunni dalla SMIM ai Conservatori che, seppur molto diffusi, sono stati giustamente vissuti, da entrambe le parti, come una anomalia e quindi non hanno ingenerato alcun effetto rilevante di revisione dei rispettivi modelli.

Il repertorio
La scelta dei metodi, degli studi e del repertorio ha subito nelle SMIM una notevole evoluzione, sia per quel che riguarda la particolarità degli organici scolastici sia per quanto riguarda l'attenzione rivolta alla necessità di legare tale scelta a motivazioni di carattere interdisciplinare o semplicemente ai gusti ed al vissuto musicale degli alunni.
Credo inoltre che, per motivi legati più al vissuto dei docenti che per una reale problematicità insita in questo aspetto, su di esso saranno imbastite le dispute più vivaci. Non sarà infatti possibile un profondo e serio aggiornamento del repertorio senza una conseguente rivisitazione delle caratteristiche stesse dell'apprendimento strumentale e ciò metterà in discussione le caratteristiche tecniche e stilistiche dei vari strumenti. Si pensi, a titolo di esempio, alla necessità di dare uno spazio sicuramente maggiore alla pratica dell'improvvisazione, all'esecuzione di repertori contemporanei, di diversi generi e culture.
Fino ad oggi nelle SMIM ciò è accaduto senza il vincolo di dover misurare i livelli in uscita sulla base di obiettivi comuni e condivisi. L'avvio dei Licei ci porterà invece inevitabilmente a stabilire con maggiore definizione da un lato le necessità dell'apprendimento di base necessario per l'utenza a loro destinata e dall'altro a stabilire le modalità di passaggio da un apprendimento caratterizzato da un forte carattere orientativo a quello dichiaratamente di indirizzo professionale rappresentato dai Licei.

Il ruolo orientativo
Nell'organizzazione delle attività dei docenti, in molte SMIM, si vanno sempre più affermando momenti di intervento e di collaborazione con le scuole elementari. In alcuni casi il processo è stato favorito dalla sempre maggiore diffusione degli Istituti Comprensivi, in altre dalla semplice necessità di presentare e far conoscere alla potenziale utenza le possibilità e le specificità dell'Offerta Formativa che le caratterizza. Inoltre, al di la delle possibili ripercussioni che potranno essere prodotte dall'attuale riforma dei cicli, è opinione condivisa che sia indispensabile anticipare quanto possibile l'inizio dell'apprendimento strumentale. E' quindi ipotizzabile un intervento dei docenti di strumento e dei colleghi di Ed.Musicale sin dai primi anni della scuola elementare al fine di avviare alla pratica strumentale un maggior numero di alunni tramite attività che potranno, in una fase iniziale, assumere il carattere dell'animazione musicale, per passare poi ad un reale approccio ai diversi strumenti. Si tratta quindi di costruire un percorso di apprendimento dal quale possano emergere attitudini e scelte motivate per i singoli alunni superando tra l'altro l'attuale modello delle prove orientativo-attitudinali o degli esami di ammissione.
Le SMIM, o ciò che rappresenterà il settore di base degli studi musicali, dovranno caratterizzarsi per la capacità di elaborare percorsi che permettano di partire da un approccio di tipo orientativo per giungere gradualmente ad una scelta di indirizzo, tale da consentire, a coloro che vogliano avviarsi verso lo studio professionale della musica, di poter frequentare un Liceo Musicale.

La musica d'insieme
Tra le attività caratterizzanti che hanno segnato una profonda innovazione didattica, la pratica della musica d'insieme assume sicuramente un ruolo di particolare rilievo. Questo aspetto è destinato ad ampliarsi ulteriormente per le innumerevoli possibilità d'impiego che offre, sia in termini di rielaborazione collettiva degli apprendimenti, sia per il suo possibile utilizzo nelle attività interdisciplinari e nella produzione di lavori destinati ad esecuzioni pubbliche. Nella pratica didattica delle SMIM infatti, l'esecuzione pubblica e la collaborazione con le altre attività della scuola per la realizzazione di produzioni interdisciplinari è una prassi consolidata. Essa, inoltre, assume un particolare rilievo motivazionale in quanto permette all'alunno di poter riscontrare un riconoscimento sociale delle competenze acquisite ed una loro valorizzazione ampliata tra l'altro proprio dall'effetto prodotto dall'insieme.
L'attività collettiva, dai piccoli gruppi da camera alle orchestre presenti in molte SMIM, ben si adatta alla valorizzazione ed alla coltivazione di un diverso spettro di competenze musicali. Intendo con ciò mettere in rilievo che il pericolo maggiore, derivante dalla frammentazione del percorso degli studi, non deve essere visto nel pericolo di un abbassamento dei livelli di apprendimento dei vari stadi, quanto nella diversa disposizione dell'ordine e del livello delle competenze e abilità previste. In assenza di un adeguato confronto tra gli operatori dei diversi settori, non è difficile immaginare che proprio dalle inevitabili e fisiologiche differenze degli obiettivi specifici di ciascun settore, possano derivare le maggiori difficoltà.
Non si tratta quindi di ipotizzare un percorso che non preveda fratture o differenze di impostazione, bensì di riconoscere sin d'ora queste differenze ed operare in modo che gli alunni possano affrontarle con un bagaglio ed una elasticità nella preparazione che gli consentano di poterle superare.


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