siem-online
home page
L'INSEGNAMENTO
CURRICOLARE DELLA MUSICA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO: ALCUNE
RIFLESSIONI SULLE REALTA' GIA' ESISTENTI
di Andrea Paolucci
docente di Educazione Musicale scuola superiore,
Milano
L'oggetto di queste brevi riflessioni
sarà l'insegnamento della Musica come disciplina curricolare, ossia
una disciplina che:
-
è presente nei piani orari e
nei programmi d'insegnamento ed è obbligatoria, una volta effettuata
da parte dello studente la scelta dell'indirizzo o del sottoindirizzo di
studi;
-
si declina secondo itinerari didattici
sistematici, graduali, continui nel tempo (anche da un grado all'altro
del sistema scolastico) e formalizzati;
-
è affidata a docenti:
che provengono da una specifica
formazione disciplinare ed appartengono ad un'apposita classe di concorso;
sono componenti di diritto del consiglio
di classe e quindi ne condividono collegialmente il progetto educativo
e didattico e altrettanto collegialmente ne valutano i risultati sia in
relazione alla classe che ai singoli studenti.
In questa accezione, la Musica nel sistema
scolastico italiano è tradizionalmente stata presente in modo marginale
e solo come disciplina d'indirizzo in specifici e settoriali curricoli
scolastici (ad esempio, le scuole e gli istituti magistrali, o alcuni indirizzi
tecnici o professionali), che hanno ormai quasi o del tutto cessato di
esistere, lasciando il posto a nuovi percorsi sperimentali.
Nata dunque come disciplina presente
in pochissimi indirizzi di ordinamento, la Musica è ormai presente
oggi quasi esclusivamente in curricoli sperimentali, inerenti particolarmente
all'ambito socio-educativo.
L'intricata situazione sperimentale,
ulteriormente variegata dalle possibilità di adattamento del curricolo
nell'ambito dell'autonomia scolastica, rende quasi impossibile una classificazione
dei diversi tipi di curricoli in cui la Musica è presente, se non
in termini molto generali e tenendo conto solo delle più macroscopiche
e diffuse realtà.
A. CURRICOLI con
indicazioni di programmi e quadri / orario stabiliti a livello centrale,
con minimi margini di opzione (poi un po' più allargati dalle norme
sull'autonomia scolastica) da parte delle scuole o di famiglie e studenti.
Esempi: Piano di studio Brocca in
alcuni indirizzi liceali - Progetto '92 in alcuni Istituti professionali,
ecc.
B. CURRICOLI con quadri /
orario stabiliti a livello centrale senza specifiche indicazioni di programmi.
Esempi: C.M. 27 - Progetto 2002
ecc.
C. CURRICOLI con quadri orario
modificabili in modo significativo dalle singole scuole (area della committenza
locale e ulteriore possibilità di modifica fino al 15% del curricolo),
senza specifiche indicazioni di programmi (ad esempio, tutti gli indirizzi
sperimentali a 30 ore come Scienze Sociali, ecc.).
Nel decreto di riforma della scuola
secondaria di secondo grado (riforma destinata anche a porre ordine a questa
poco verificata e molto provvisoria situazione sperimentale) la disciplina
musicale continua, da una lato, ad essere relegata nel luogo dove è
sempre stata: l'Istituto magistrale, poi Liceo delle Scienze Umane, con
la sua costola del Liceo Linguistico, che nei magistrali ha trovato la
massima espansione. Dall'altro, si conquista insieme all'Arte un nuovo
spazio nel neonato Liceo economico. Qualunque siano le motivazioni di queste
scelte, vale la pena di ragionare su uno degli indirizzi nel quale era
e sarà ancora prevista la Musica come disciplina obbligatoria.
siem-online
home page
torna su