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Pubblichiamo un sintetico resoconto del convegno "Musica nei Licei: dalle sperimentazioni all'ordinamento?" con gli abstract di alcuni interventi.
Altri materiali sono pubblicati nel numero 140 (settembre 2006) della rivista Musica Domani.



SIEM - CONVEGNO NAZIONALE
"Musica nei Licei: dalle sperimentazioni all'ordinamento?"
Rimini - 11 marzo 2006
a cura di Andrea Paolucci

 
    Sabato 11 marzo 2006 a Rimini, all'interno del DISMAMUSICA, si è tenuto il Convegno nazionale SIEM "Musica nei Licei: dalle sperimentazioni all'ordinamento?" che, come ha evidenziato ANNIBALE REBAUDENGO in apertura dei lavori, se da un lato ha concluso un ciclo di Convegni sulla presenza della Musica nei diversi cicli ed indirizzi della scuola italiana, dall'altro si è collocato in un momento di forte incertezza per la scuola italiana e per quella superiore in particolare. Incertezza ulteriormente accentuata, per quanto riguarda la Musica, dalla nuova istituzione dei Licei musicali. Il senso di questo convegno, così come dei precedenti, è stato anche quello di ribadire la presenza e l'impegno che la SIEM ha sempre garantito nell'osservare e nel partecipare al dibattito sulla riforma della scuola italiana.
Che il dibattito sulla Musica nella secondaria superiore sia solo ai suoi inizi, è emerso dai discorsi di saluto ai convenuti, sia di LAVINIA ZOFFOLI, referente del settore musica per l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna, che ha evidenziato la situazione esistente e le esperienze in atto sul territorio, sia di ENRICO MEYER, che ha sottolineato, facendo riferimento alla realtà dell'Istituto Musicale Pareggiato "Lettimi" di Rimini, le contraddizioni di una riforma degli studi musicali che non crea difficoltà solo nell'ambito del segmento liceale, ma anche in quello dell'alta formazione. Rimane ferma, comunque, la convinzione del valore fortemente educativo della musica nelle parole di saluto a metà mattina di ANTONIO MONZINO, presidente DISMAMUSICA che anche quest'anno ha ospitato all'interno della propria manifestazione il convegno della SIEM.
La mattinata del convegno è stata aperta dall'intervento di SERGIO SCALA, che ha toccato un tema particolarmente sentito proprio nel periodo in cui si è svolto il convegno e già segnalato da Annibale Rebaudengo nel discorso di apertura: il rapporto tra attività musicale nella scuola superiore, insegnamento della Musica nel Licei e la possibilità di sperimentare l'apertura di Licei musicali. Molti Istituti superiori, specialmente tra quelli più impegnati a realizzare esperienze di laboratori musicali o curricoli curvati in senso musicale - ha osservato Scala - stanno chiedendo con insistenza con quali modalità poter sperimentare l'attivazione di un indirizzo di Liceo musicale. Scala ha perciò chiarito in modo esaustivo gli aspetti normativi e di politica scolastica e ciò che l'autonomia consente agli Istituti di realizzare concretamente e fin da subito.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione di alcune esperienze esemplari di percorsi formativi musicali in scuole superiori che, pur non presentando nel loro curricolo l'insegnamento della Musica, hanno tuttavia attivato pratiche musicali in spazi specifici. Tra questi, un ruolo significativo per la diffusione della Musica nella scuola superiore, è senza dubbio quello svolto dalla sperimentazione dei Laboratori musicali, la cui funzione è stata illustrata da FRANCA FERRARI, che ne ha seguito anche le valutazioni attuate da INVALSI. Quelle raccontate durante il convegno sono le esperienze, molto differenti, di tre Laboratori musicali i cui docenti, che insegnano normalmente discipline non musicali, hanno ormai consolidato all'interno del proprio istituto un'esperienza pluriennale di lavoro sulla musica con ragazzi spesso anche non appartenenti alla scuola che ospita il laboratorio.
L'esperienza documentata da MAGDA PEDACE è esemplare di percorsi di ascolto e di analisi che collegano la musica col testo poetico, il suono con l'immagine, il linguaggio delle arti figurative con quello musicale, evidenziando come le diverse epoche, o le diverse culture si rappresentano nel proprio linguaggio musicale. AMERICO ALESSANDRINI ha raccontato invece di esperienze legate al teatro musicale, che, ormai da molti anni nella sua scuola, prende le forme della messa in scena di un musical, mentre STEFANO TONI ha riportato un esempio di pratica musicale connessa all'uso delle tecnologie.
La testimonianza di MARIA ELISABETTA BUCCI riporta ad un'altra realtà, differente da quella dei laboratori, ma anch'essa fortemente diffusa nella scuola superiore: quella degli istituti che, mancando di adeguate risorse interne, intraprendono con il supporto esterno di personale esperto iniziative sperimentali volte a colmare, da un lato, l'assenza di una formazione musicale, dall'altro, a connotare originali e specifiche curvature ai propri indirizzi di studio.
La Musica nella scuola superiore italiana non è unicamente presente sottoforma di esperienze laboratoriali o di autonome iniziative di singole scuole. Esistono infatti in Italia alcuni - limitatissimi - indirizzi in cui la Musica è presente nei piani orari e nei programmi d'insegnamento, è obbligatoria, si declina secondo itinerari didattici formalizzati, è affidata a docenti appartenenti ad un'apposita classe di concorso e componenti di diritto del consiglio di classe.
La parte pomeridiana del convegno ha esaminato proprio la questione della presenza della Musica come disciplina curricolare all'interno degli indirizzi di studio della scuola secondaria superiore.
Sono state prima di tutto formulate alcune considerazioni sulle realtà esistenti: ANDREA PAOLUCCI ha proposto alcune riflessioni sull'eterogenea e sperimentale realtà dei curricoli di Educazione musicale, laddove esistenti nella scuola secondaria di secondo grado, analizzando i risultati di un questionario che la SIEM ha elaborato utilizzando, quale paradigma, gli ex-istituti magistrali. FRANCO FOIS ha ricordato, con il suo intervento, che nel sistema scolastico italiano è previsto anche l'insegnamento dello strumento musicale nelle scuole che hanno ereditato la tradizione dell'Istituto Magistrale e, partendo dalla sua esperienza di docente, ha tracciato alcune linee pedagogiche fondanti un curricolo di strumento, come attualmente si può proporre.
E' tuttavia l'intervento conclusivo di CLAUDIA GALLI che ha affrontato il tema cruciale del convegno - la questione di un modello curricolare per la Musica nella scuola secondaria di secondo grado - evidenziando in modo critico i limiti che i Quadri - orario e i Piani di studio della Musica contenuti nella proposta di riforma per la scuola superiore presentano. Claudia Galli prospetta perciò un modello differente, una proposta di una sorta di "autoriforma" - realistica e. molto applaudita dal pubblico che fino alla fine del convegno ha riempito la sala.
Nella tavola rotonda conclusiva i partecipanti si sono, in particolare, confrontati con il progetto di riforma, evidenziandone, nelle diversità di prospettiva, la genesi, il quadro di politica scolastica, le possibilità e difficoltà di realizzazione, le forti contraddizioni interne da essa. Contraddizioni che molto difficilmente, alla chiusura del convegno, avrebbero consentito di dare una risposta positiva alla domanda posta all'inizio "Musica nei Licei: dalle sperimentazioni (della varietà di esperienze e percorsi formativi emersi durante il convegno)  all'ordinamento (attraverso la formulazione di un curricolo forte e rispettoso della sempre più crescente esigenza di formazione musicale espressa dalla scuola, e non solo da essa) ?".


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