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VERSO I LICEI
MUSICALI
di Lavinia Zoffoli
referente del settore musica per l'Ufficio
Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna
Nonostante
sia da più parti ribadito quanto la Musica sia parte integrante
della formazione culturale di ciascuno di noi, nella scuola italiana l'Educazione
musicale manca del tutto nel curricolo della Secondaria di II grado (tranne
qualche esperienza inserita in indirizzi sperimentali di studio). Sembra
però che, con l'entrata in vigore della Riforma scolastica prevista
dalla legge n. 53 del 28 marzo 2003, anche quest'ultimo segmento del nostro
sistema possa essere per così dire "coperto". È del tutto
aperto altresì il dibattito (non solo a livello scientifico-culturale
ma anche politico-istituzionale) sulle possibilità che avrà
la disciplina musicale di ritagliarsi spazi all'interno della Scuola secondaria,
al di là delle esperienze dei Licei musicali.
Problemi connessi all'istituzionalizzazione
di tali innovazioni e eventuali ipotesi progettuali per la costruzione
di curricoli di licei musicali sono molteplici.
Nella difficile fase innovativa
che stiamo vivendo, si ritiene utile sottolineare come nel contesto della
Scuola secondaria i laboratori musicali inseriti in un liceo musicale
possano costituire l'elemento cardine di unione tra la disciplina musicale
e l'istituzione scolastica, individuando alcuni percorsi di lavoro che
si sintetizzano brevemente così:
-
in continuità con le Scuole secondarie
di I grado, prevedere la costituzione di corsi di indirizzo musicale sfruttando
la Legge sull'Autonomia (15% di flessibilità);
-
costituire laboratori multidisciplinari
con
docenti di Arte, Italiano, ecc., che possano trovare elementi d'orientamento
fondati dal punto di vista culturale e pedagogico;
-
far rientrare le attività di
laboratorio a pieno titolo nelle materie curricolari, riconoscendo agli
studenti che vi partecipano il giusto merito in fase di valutazione;
-
procedere con urgenza a una riflessione
più approfondita sulla didattica di laboratorio musicale, per evitare
la casualità, l'indeterminatezza, in definitiva la marginalità
pedagogica;
-
studiare percorsi legati alla "musica
tecnologica", alla multimedialità, all'ingegneria del suono, alla
musica funzionale, ai mass-media, e alle nuove professioni ad essi connesse.
Lo "Schema di decreto legislativo concernente
le norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni sul secondo
ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge
28 marzo 2003, n. 53", approvato il 17 ottobre 2005, presenta un quadro
del tutto nuovo nel settore della formazione musicale.
In esso troviamo infatti:
-
art. 8: l'attivazione del Liceo musicale,
assicurando «la continuità dei percorsi formativi per gli
studenti provenienti dai corsi ad indirizzo musicale di cui all'articolo
11, comma 9, della legge 3 maggio 1999, n. 124»;
-
art. 27: la sua realizzazione, in
prima applicazione e in via sperimentale, attraverso «apposite convenzioni
tra le istituzioni scolastiche e le istituzioni di alta formazione artistica,
musicale e coreutica»;
-
art. 24: indicazioni per la diffusione
della cultura musicale e la valorizzazione dei talenti, specificando che
«i Conservatori e gli Istituti musicali pareggiati, in convenzione
con le istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo, possono prevedere,
nell'ambito della programmazione delle proprie attività, l'attivazione
di laboratori musicali per la realizzazione di specifici progetti educativi».
I nuovi programmi del Liceo musicale e coreutico della Riforma Moratti
prevedono un corpus di materie di area comune, a carattere umanistico,
linguistico, storico, filosofico, fisico, matematico, scientifico e motorio
(Italiano, Lingua comunitaria 1, Lingua comunitaria 2, Storia, Filosofia,
Matematica, Fisica, Scienze naturali, Storia dell'arte, Scienze motorie),
e una sezione dedicata alle discipline musicali e coreutiche.
Questa fase "di prima applicazione"
potrebbe presentare il rischio di creare anomalie per l'utilizzo delle
risorse professionali musicali "esterne" ai licei, in relazione alla futura
individuazione e creazione di apposite classi di concorso di materie musicali
specifiche per la Scuola secondaria di II grado: la direzione più
sensata e auspicabile da percorrere è quella di un corpo docente
unico del Liceo musicale, che lavora unitariamente e collegialmente a un
progetto condiviso e con finalità comuni.
Alcuni dei concetti qui esplicati,
anche se sinteticamente, sono desunti da riflessioni pubblicate nel Quaderno
dell'Ufficio Scolastico Regionale da me curato, dal titolo "C'è
musica e musica..scuole e cultura musicale" edito da Tecnodid, Napoli marzo
2006" nel quale è inserito apposito capitolo sulle
problematiche legate ai licei musicali.
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