Pubblichiamo un sintetico resoconto del convegno
"Quale musica per quale scuola: il punto della situazione nella secondaria
di primo grado" con gli abstract di alcuni interventi.
Le relazioni in versione integrale saranno
pubblicate nel numero di settembre della rivista Musica Domani.
Nei giorni 23 e 24 aprile
2005, nell'ambito del DISMA MUSIC SHOW di Rimini, ha avuto luogo il convegno
nazionale della SIEM dedicato alla musica nella scuola secondaria di 1°
grado con l'intento di offrire riflessioni su alcune tematiche che ruotano
attorno ad essa. Non si è ancora concluso il primo anno di attuazione
della riforma, mancano ancora indicazioni precise e testi davvero riformati,
ma il convegno ha cercato di raccogliere testimonianze e proporre strategie.
La Sala Neri ha accolto circa 70/80
partecipanti che si sono lasciati guidare su diversi fronti di indagine.
Era stato anche allestito un banco per la visione di pubblicazioni musicali
a carattere didattico.
I GIORNATA
Il convegno è introdotto e
presieduto, nella prima sessione mattutina, da Annibale Rebaudengo,
presidente nazionale della SIEM, che brevemente accenna alla sua strutturazione
e lascia quindi la parola a Maurizio Piscitelli, segretario del
Comitato Regionale per la Musica dell'Ufficio Scolastico Regionale per
la Campania. Questi osserva come il prima ed il dopo del segmento della
secondaria di primo grado siano ancora penalizzati nell'ambito dell'istruzione
musicale e come questo disorienti l'utenza; poi presenta le attività
coordinate a livello regionale (Co.Re.Mus.
- USR Campania).
Lavinia Zoffoli, referente
del settore musica per l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna,
illustra il lavoro di riflessione teorica sulla ricerca svolto in collaborazione
con il DAMS di Bologna e accenna alle collaborazioni con scuole e associazioni
che operano sul territorio e ai corsi di formazione per insegnanti (Tavolo
di lavoro regionale USR Emilia Romagna - DAMS)
Alessandra Anceschi, docente
di Educazione musicale, supervisore del tirocinio SISS dell'Università
di Bologna, presenta il documento
elaborato dal comitato scientifico del convegno, di cui
è coordinatrice, specificando che questo è un convegno che
nasce dal basso, proprio per valorizzare le esperienze degli insegnanti.
Accenna alla crisi della cultura umanistica e quindi della musica. Svolge
un suo approfondimento sulla connotazione della musica come disciplina
(Le ragioni di un convegno).
Rebaudengo evidenzia poi come la
SIEM sarebbe autoreferenziale se non avesse rapporti con le altre istituzioni
ed introduce Sergio Scala, vicedirettore generale degli ordinamenti
scolastici del MIUR. Il dirigente ministeriale illustra i cambiamenti positivi
avvenuti tra la prima e l'ultima bozza nel documento ministeriale che formalizza
gli insegnamenti obbligatori e opzionali dei licei riformati. La musica
è ora presente a titolo diverso in tutti i licei. Il dott.Scala
comunica che sono state salvate le Scuole medie a indirizzo musicale mantenendo
il dispositivo legislativo che le aveva ricondotte a ordinamento. Auspica
una soluzione nei costituendi Licei Musicali e accenna all'esperienza del
MIUR in alcune regioni del Sud per un approccio alla musica digitale, anche
come progetto per evitare la dispersione scolastica.
Caterina Gammaldi, segretaria
nazionale del CIDI, nel commentare la legge 53 del 2003, osserva che non
si fa più esplicito riferimento alla Costituzione, in particolare
nelle finalità. Il nuovo diritto/dovere allo studio è una
opzionalità, mentre la cultura è un diritto, ed è
un diritto di tutti.
Interviene poi Antonio Monzino,
presidente di DISMA MUSICA, per portare i saluti dell'organizzazione che
ospita il convegno.
Rosalba Deriu, docente di
Pedagogia musicale al Conservatorio di Firenze, direttrice di Musica Domani,
introduce la sua relazione con l'analisi di alcuni risultati di una recente
ricerca condotta su iniziativa della sezione territoriale della SIEM di
Bologna sui rapporti tra gli adolescenti e la musica. I dati mostrano come
gli apprendimenti musicali acquisiti dagli studenti della scuola primaria
e secondaria di 1° grado siano piuttosto deludenti e come sia invece
necessario che gli alunni prendano coscienza delle proprie competenze musicali
implicite e le sviluppino nell'arco del triennio (Quali
traguardi per la scuola media?).
Nella sessione pomeridiana condotta
da Alessandra Anceschi, Walter Pecoraro, docente di Educazione
musicale, supervisore del tirocinio presso la Scuola Interuniversitaria
Campana di Specializzazione all'Insegnamento secondario, membro del comitato
scientifico del convegno, presenta ed illustra i risultati dell'indagine
condotta dalla SIEM sulla prassi didattica e i bisogni formativi dei docenti
della scuola secondaria di 1° grado su un campione di circa 200 docenti
delle regioni Emilia Romagna e Campania. Alcuni dati, specialmente sulla
riforma, rivelano un certo imbarazzo; altri sembrano mostrare una figura
"antica" di insegnante, con eccessiva fiducia nel solfeggio e una grande
dipendenza dal libro di testo; pochi indicano tendenze nuove (La
prassi didattica dei docenti di educazione musicale).
Tra le modalità operative
più diffuse c'è il laboratorio e per parlarne viene introdotto
Enrico
Strobino, docente di Educazione musicale, ricercatore negli ambiti
dell'animazione e della didattica della musica presso il Centro Studi Maurizio
Di Benedetto di Lecco. Questi, in contrapposizione ai dati appena ascoltati,
mette al centro la motivazione e il "piacere creativo" come punti di partenza
per apprendimenti significativi e gratificanti in una scuola a misura di
alunno.
Fausto Ciccarelli, docente
di Educazione musicale, supervisore del tirocinio SISS dell'Università
di Bologna, membro del comitato scientifico del convegno, tratta delle
nuove tecnologie nell'ambito dell'educazione musicale cercando di fornire
quel "lessico condiviso" che renderebbe più semplice l'avvicinamento
e l'utilizzo delle stesse da parte di molti. Critica il nuovo sistema scolastico,
in cui la frammentazione sembra essere un'esigenza integrante della società
ed invece è un'intenzione di chi elabora questo nuovo sistema.
Ciro Polizzi, esperto di
informatica musicale, docente Steingberg Educational e cantautore, prosegue
il discorso sulle tecnologie con un excursus storico "dal moog ad oggi",
parlando di problemi tipografici e partiture, di come il materiale sonoro
venga trasformato in sequenze binarie e di quali siano gli ambiti di applicazione
dell'informatica musicale in laboratorio (Quando
la musica incontra la tecnologia: esperienze di laboratorio musicale).
II GIORNATA
La seconda giornata, coordinata da
Fausto
Ciccarelli, si apre con l'intervento di Annalisa Spadolini,
docente di strumento nella scuola media a indirizzo musicale, che fa una
breve storia dei decreti ministeriali che disciplinano le SMIM, per poi
mettere a confronto le figure dei docenti di Educazione musicale e di strumento
analizzando i loro punti di forza e di debolezza, cercando di comprendere
come e perché i problemi maggiori del loro rapporto siano quelli
relazionali; poi suggerisce alcune strategie per risolvere tali conflitti
(Educazione musicale e formazione strumentale:
divergenze e sinergie).
Stefano Gori, coordinatore
del laboratorio musicale di Domodossola, parla del suo lavoro che offre
motivazioni e soddisfazioni proprio per il fatto di essere un progetto
condiviso tra docenti di strumento e di Educazione musicale; propone l'ascolto
di un CD e la visione di un DVD realizzati come documentazione dell'attività
svolta (L'esperienza del laboratorio di Domodossola).
E' poi il turno di una coppia di
relatori che espongono la loro esperienza di docenti formati nella scuola
di Didattica della musica dei Conservatori e nelle SISS universitarie.
Emilia Restiglian, abilitata
presso la Scuola di Didattica della musica, racconta il percorso della
sua formazione. Rileggendo il programma del corso, rileva la complessità
dell'offerta formativa e l'ampiezza delle tematiche proposte, illustra
metodi e competenze, suggerisce possibili soluzioni migliorative (Il
punto di vista dell'insegnante abilitato presso la Scuola di Didattica
della Musica).
Leo Izzo, specializzato nelle
SISS, avverte come la musica sia ancora una realtà a parte rispetto
alle altre discipline curriculari. Auspica che il futuro insegnante di
musica abbia strumenti e metodologie che lo rendano più integrato
con gli altri docenti e individua nelle SISS e nelle loro Aree Comuni di
studio l'ambito di una formazione che può diventare più funzionale
al vero insegnamento (Il punto di vista dell'insegnante
abilitato presso la SISS).
L'ultimo intervento in programma
è quello di Carlo Delfrati, pedagogista, membro della commissione
scientifica corsi estivi della SIEM, che, facendo anche riferimento all'indagine
della SIEM sui bisogni formativi dei docenti di musica della scuola secondaria
di 1° grado, pone interrogativi sulla figura attuale del docente e
sui bisogni di musica dei ragazzi, delle famiglie e della società
(I bisogni formativi dei docenti di Educazione
musicale).
A conclusione dei lavori, Rebaudengo ringrazia a nome della SIEM il comitato scientifico che ha progettato il convegno, i relatori, i convegnisti per la loro attenta partecipazione, il comitato tecnico che ha curato gli aspetti organizzativi.