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L'ESPERIENZA
DEL LABORATORIO DI DOMODOSSOLA
di Stefano Gori
coordinatore del laboratorio
musicale di Domodossola
Ho
accettato molto volentieri l'invito di Annalisa Spadolini di partecipare
al suo intervento al Convegno Nazionale SIEM del 23/24 aprile a Rimini,
portando l'esperienza della mia scuola come esempio di buona collaborazione
tra docenti di strumento e docenti di Educazione musicale. Cercherò,
quindi, di descrivere brevemente come funziona la scuola nella quale insegno.
Nei corsi ad indirizzo musicale
della S.M.S. di Domodossola, dove dall'a.s. 1988/89 sono docente di flauto
e dall'a.s. 1999/2000 coordinatore del "Laboratorio musicale", da diversi
anni con gli insegnanti di strumento e di Educazione musicale si lavora
insieme ad un progetto comune e condiviso che è quello di contribuire
con decisione alla formazione musicale di base dei nostri alunni; l'obiettivo
primario che ci proponiamo è di far nascere l'interesse e la passione
per la musica anche attraverso la proposta di un'esperienza concreta molto
forte.
La "costruzione" di uno spettacolo
annuale è il motore giusto che abbiamo scelto per far muovere tutti
gli ingranaggi della nostra idea didattica. Ecco a grandi linee come
lavoriamo:
-
innanzi tutto verso il mese di maggio
dell'anno precedente, in un incontro con le docenti di lettere e di informatica
che collaborano per la parte recitata o filmata (solitamente coinvolgendo
alunni di altre due classi), si pensa al tema dello spettacolo;
-
dopo averne parlato con i ragazzi, chiediamo
il parere al nostro compositore - arrangiatore di fiducia (certo Roberto
Olzer, eccellente musicista ossolano di 33 anni);
-
chiarito l'argomento, durante l'estate
il compositore comincia a scrivere le musiche che, a seconda del tipo di
spettacolo, sono arrangiamenti o composizioni originali, di solito per
coro (alunni delle classi prime medie e alunni delle quinte elementari,
circa 150) e orchestra (classi seconde e terze medie, circa 100);
-
in questo modo a settembre, con l'inizio
delle lezioni, abbiamo già del materiale musicale su cui lavorare;
-
l'attività didattica si svolge
con lezioni individuali, a piccoli gruppi strumentali (3/4 alunni), a gruppo
classe e a grande gruppo (orchestra), spalmata su un tempo di 50 minuti
per unità oraria, per sei unità orarie la settimana (due
di strumento, due di orchestra, due di Educazione musicale); da parte dei
colleghi, in più, c'è molta disponibilità ad un uso
elastico dell'orario (la cosiddetta flessibilità), non solo, ma
anche a partecipare ad incontri mensili per impostare, verificare e programmare
il lavoro;
-
la "prima" dello spettacolo si tiene
già per la festa di Natale e successivamente si replica una volta
nell'aula magna della scuola e due volte nei teatri della Provincia;
-
solitamente verso maggio si partecipa,
con l'orchestra, ad un concorso nazionale suonando alcuni brani dello stesso
spettacolo;
-
con le registrazioni "live" e alcune
sedute apposite si produce il CD delle musiche dello spettacolo, grazie
anche all'aiuto economico e pratico dell'associazione dei genitori "Insieme
in Musica" che collabora fattivamente con la scuola da circa sei anni.
Quest'anno Olzer ha composto musiche
originali per musicare le immagini della nostra valle Ossola e quindi produrremo,
oltre al CD audio, anche un DVD che raccoglie le musiche (suonate e cantate
dai ragazzi) e le immagini (raccolte e montate dai ragazzi). Con
il CD di quest'anno raggiungiamo quota sei; gli altri sono: "COLORI IN
MUSICA" (musiche originali, a.s. '99/2000), "LA BELLA OSSOLANA" (musiche
originali, a.s. 2000/2001), "GIROGIROMONDO" (arrangiamenti, a.s. 2001/2002),
"CIAK SI MUSICA" (arrangiamenti, a.s. 2002/2003) e "'900" (arrangiamenti,
a.s. 2003/2004).
L'idea che mi piace sottolineare
è quella legata al piacere di lavorare insieme per raggiungere uno
scopo comune che è anche di tipo pratico come immaginare, costruire
e realizzare uno spettacolo musicale vero e proprio. Questo dà sapore
e valore al lavoro quotidiano di docenti e alunni perché evita la
dispersione delle energie canalizzandole, invece, nella stessa direzione;
tutti ci sentiamo più coinvolti e partecipiamo molto più
volentieri all'attività scolastica che è solitamente a rischio
di svogliatezza e aridità. Gli alunni sono più attivi perché
sanno che tutti insieme si andrà a realizzare una cosa bella, concreta
e che darà soddisfazione. È molto più interessante
andare a scuola sapendo che ogni giorno aggiungiamo un mattoncino alla
nostra costruzione! Ogni collega mette a disposizione la proprie competenze
"accessorie" o come insegnante di canto (anche per le classi elementari),
oppure in campo informatico per la costruzione dei filmati e la proiezione,
in campo teatrale come tecnici del suono per le registrazioni audio ma
anche per riparazioni di strumenti elettrici, come direttori d'orchesta.
La collega di educazione musicale poi, oltre a svolgere il lavoro tradizionale
sulla lettura ritmica, l'educazione all'ascolto ecc..., è parte
integrante del lavoro di gruppo e partecipa attivamente alla costruzione
dell'evento utilizzando alcune delle proprie ore per prove a sezioni con
una classe alla volta, con la possibilità anche per i colleghi di
strumento di organizzare lezioni supplementari. Con le classi prime, nel
primo quadrimestre, parte della sua attività è dedicata alle
esercitazioni corali per la preparazione dello spettacolo, mentre da febbraio
si comincia anche con loro l'attività orchestrale.
Senza voler far pensare a chi legge
che nella mia scuola siano tutte rose e fiori, mi sento davvero di esprimere
piena soddisfazione per l'attività che in questi ultimi anni siamo
riusciti a svolgere e vorrei augurare a tutti i colleghi delle scuole a
indirizzo musicale una piena realizzazione delle loro aspirazioni didattico-educative.
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