IL PUNTO DI VISTA DELL'INSEGNANTE ABILITATO PRESSO LA SCUOLA DI DIDATTICA DELLA MUSICA
Le scuole di Didattica della Musica
Le Scuole di Didattica della Musica
presenti presso i Conservatori (1) italiani sono 45 e sono distribuite
in modo abbastanza omogeneo sul territorio.
Esse sono state condotte ad ordinamento
nel 1992 (2) e sono state riconosciute di recente come titolo abilitante
per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado
(3).
Tale riconoscimento è avvenuto
a seguito di forti pressioni verso il Ministero sostenute da molti docenti
di tali scuole sulla base di "un patrimonio teorico e operativo la cui
originalità e il cui valore scientifico sono riconosciuti a livello
nazionale e internazionale", pressioni che hanno avuto come risultato l'equipollenza
del titolo con quello rilasciato dalle Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento
Secondario attivate sul territorio dal 1999/00.
In precedenza le Scuole di Didattica
della Musica hanno costituito il percorso formativo maggiormente qualificato
ai fini del superamento dei concorsi anche in virtù del fatto che
i programmi di diploma ricalcavano il profilo delle prove d'esame per le
abilitazioni all'insegnamento.
Esse prevedono 5 docenti per ogni
scuola e hanno una durata di 4 anni per un monte ore complessivo di circa
1200 ore (4).
Gli insegnamenti attivati sono:
Programmi
Gli insegnamenti non sono suddivisi
annualmente mediante una programmazione rigida ma viene lasciata ampia
libertà di organizzare gli apprendimenti nel lungo periodo.
I programmi ministeriali specificano
in modo abbastanza chiaro le finalità e i contenuti dei singoli
insegnamenti ma ciò rivela solo in parte la complessità delle
5 discipline che coprono sia l'area delle scienze dell'educazione che l'area
disciplinare di indirizzo vera e propria.
Alla prima contribuisce praticamente
solo il docente di pedagogia musicale mentre alla seconda lavorano tutti
i colleghi.
La vastità dei programmi,
accanto alle disomogenee e variegate provenienze dei docenti, hanno contribuito
a creare forti disparità di attuazione del corso di studi nel paese.
Livelli di accesso e target
Le difficoltà relative alle
disomogenee e variegate provenienze dei docenti si sommano a quella di
stabilire livelli di accesso simili visto che alla scuola si può
iscrivere un diplomato in strumento a fiato con una licenza media come
pure un diplomato in composizione laureato o un diplomato in pianoforte
con una cospicua esperienza nelle scuole.
Non sempre, infatti, i docenti prevedono
percorsi di apprendimento differenziati per gli allievi sulla base di un
sistema di debiti e di crediti ben precisi e comunque non esistono particolari
indicazioni nazionali a proposito.
Almeno fino al 1992, anno della
riconduzione del corso ad ordinamento, il corso di didattica era frequentato
in larga parte da insegnanti in servizio nella scuola secondaria inferiore
e superiore. Negli ultimi dieci anni, la mancanza di sbocco lavorativo
nella scuola media ha probabilmente portato le scuole di didattica a dirigere
i propri sforzi verso la scuola primaria (o dell'infanzia) lavorando per
attuare qui i tirocini.
Nella realtà veneta, e vicentina
in particolare, le possibilità di inserimento lavorativo nella scuola
secondaria inferiore come insegnanti disciplinari (la superiore non viene
presa in considerazione in quanto entrarci è diventato quasi impossibile
e la Riforma dei Licei non sembra prefigurare uno scenario positivo) sono
radicalmente mutate proprio nell'ultimo anno scolastico con l'introduzione
della Riforma Moratti.
In generale i diplomati in Didattica
della Musica non lavorano in un solo ordine di scuola ma cercano di svolgere
il lavoro di insegnante in una pluralità di istituzioni ad esempio
operando come esperti esterni nella scuola dell'infanzia e primaria o insegnando
strumento privatamente o nelle scuole di musica.
Inoltre rinunciano difficilmente
ad una supplenza non appena se ne presenta l'occasione, supplenza che permette
di ottenere un rapporto di lavoro subordinato. La situazione è più
incoraggiante se si accetta di insegnare su posto di sostegno.
Di fronte alla prospettiva di rimanere
precari per un numero molto alto di anni o di dover optare per un lavoro
autonomo con partita IVA, però, alcuni diplomati scelgono di cambiare
lavoro.
Alcuni problemi: quali conoscenze e competenze?
La scuola di didattica che ho frequentato
mi ha dato:
Prospettive: necessità di integrazione
del percorso
La proposta per il futuro è
quella di una laurea specialistica "magistrale" abilitante a numero chiuso
affidata molto probabilmente alle scuole di didattica. In Veneto ce ne
sono sei però è difficile pensare che tutte rimarranno attive.
Una è invece la SSIS (5)
ma l'integrazione tra i percorsi conservatoriale e universitario (6), possibile
dal punto di vista normativo, non ha in realtà trovato applicazioni
in grado di superare le divisioni che hanno portato due canali formativi
aventi finalità simili ad essere articolati in modo così
diverso.
Dato che le scuole di Didattica
della musica: