EDUCAZIONE
MUSICALE E FORMAZIONE STRUMENTALE:
DIVERGENZE
E SINERGIE
Il metodo utilizzato per la ricerca
è stato lo studio del caso e i dati sono stati ottenuti mediante
interviste e questionari a 20 docenti di educazione musicale, 20 docenti
di strumento e 20 Dirigenti scolastici, appartenenti ad altrettante scuole
ad indirizzo musicale della Regione Lazio.
Gli argomenti dell'intervista e
dei questionari riguardavano:
a) l'accertamento dell'esistente,
con l'identificazione dei punti di collaborazione e non, fra le due figure
di docenti
b) il grado di valorizzazione, di
coinvolgimento e di responsabilizzazione del singolo docente nel proprio
lavoro individuale e all'interno di gruppi di lavoro
c) la determinazione di cosa può
essere cambiato e migliorato nell'impiego delle risorse umane e come e
dove intervenire
Dai risultati è emersa una
realtà territoriale molto diversificata che influenza le scelte
didattiche di ogni Istituto, dove le collaborazioni sono poco strutturate
e raramente frutto di un reale lavoro di equipe.
Le cause della poca collaborazione
sono imputate alla estrema diversità di approccio pedagogico e didattico
con gli allievi, alla non coincidenza dell'orario di lavoro, alla mancanza
di un reale e volitivo confronto nel progettare comune, alla poca considerazione
e conoscenza dell'altro e del suo lavoro.
La ricerca quindi nelle sue conclusioni
ha inteso porre l'attenzione sulla necessità di riuscire a trovare
un equilibrio tra l'unitarietà/ omogeneità del progetto educativo
da proporre ai ragazzi e le esigenze derivanti dalla tutela della libertà
di insegnamento.
La strategia più urgente
è quella di superare la rigidità degli unici momenti di collaborazione
quali i Consigli di Classe o i gruppi di dipartimento che si muovono all'interno
di un contesto organizzativo generale, rigido, che ne fissa scopi, contenuti
e ruoli, in favore della creazione di gruppi di lavoro che portino a termine
obiettivi liberamente identificati e condivisi.
Nei progetti a lungo termine, il
grado di cooperazione professionale dipende dal reale e libero coinvolgimento
dei partecipanti, equamente responsabili e uniti nel perseguimento degli
obiettivi.
In questa prospettiva sembra rendersi
necessaria in ogni scuola la figura di un Coordinatore, capace di comprendere
bisogni e timori ma anche di saper riconoscere competenze e specificità
nel tentativo di guidare gli strumenti, i ruoli, le modalità, i
tempi e gli obiettivi in una direzione che soddisfi i bisogni e le aspirazioni
di tutti.
Solo in questo senso le attività
proposte ai ragazzi, le diverse professionalità esistenti ed un
continuo ed efficiente monitoraggio riescono nel progettare comune, ad
offrire ai ragazzi garanzie di benessere, a stimolarli nella costruzione
attiva del proprio apprendimento, rendendoli partecipi del progetto educativo
e sollecitandoli a prendere parte, ogni volta che risulterà opportuno,
alle scelte di percorso.
La passione, il desiderio, il calore
e la fiducia dei docenti possono incidere molto sulla affettività
dei ragazzi, l'esempio di comportamenti collaborativi sono percepiti da
loro come provocatori di
benessere, soddisfazione e sicurezza.
E' stato presentato, quindi, un
esempio eccellente di collaborazione e cooperazione nel Laboratorio musicale
della scuola media di Domodossola, le cui attività sono coordinate
da Stefano Gori. Nel progetto del Laboratorio, gli insegnanti di educazione
musicale e i docenti di strumento lavorano e collaborano in sinergia
da diversi anni in un progetto verticale che coinvolge anche la scuola
materna e la scuola elementare fino al liceo.