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LA LEZIONE COLLETTIVA DI PIANOFORTE
docente: Annibale Rebaudengo
 

di Angela Soracco



"Ho appena terminato di frequentare un corso SIEM"
"Interessante! Su che argomento?"
"La lezione collettiva di pianoforte"
".ma.in che senso?"

L'imbarazzata domanda del/della collega di turno dimostra da sola la portata innovativa e la ricchezza della proposta didattica di Annibale Rebaudengo: se il solo titolo suscita tanto smarrimento, significa che qualcosa di grande è stato messo in gioco, si pone in discussione il concetto stesso di lezione di strumento così come è stato inteso a memoria di musicista. Pur precisando che la lezione collettiva, così come viene proposta, non è alternativa bensì complementare alla lezione individuale, pur tuttavia vi si affianca, nell'esperienza riportata da Rebaudengo, con pari frequenza e dignità.
Gli argomenti principali affrontati nel corso, in quanto più adatti ad essere trattati attraverso la lezione collettiva, sono stati l'improvvisazione, la lettura a prima vista (anche attraverso l'analisi formale e armonica dei brani), il trasporto e l'analisi del gesto pianistico nelle sue valenze espressive.

Le domande fondamentali sono: perché fare lezioni collettive? Come? E rivolte a chi?

Tento di rispondere con ordine, anche se per sommi capi:

1) La lezione collettiva permette di far emergere le varie individualità da un gruppo, di giovarsi dell'esperienza altrui e condividere la propria, in un continuo proficuo scambio; costringe all'ascolto analitico e critico; aiuta a esercitare il controllo di sé in pubblico, perché si suona in continuazione per qualcun altro che dalla nostra performance trae giovamento, e questo è un grosso incentivo a dare il meglio di sé.

2) Il cuore dell'efficacia di tale pratica didattica sta nelle consegne che vengono date agli allievi che si avvicendano al pianoforte: al pianista di turno verrà chiesto di svolgere un compito che presuppone come assimilato ciò che è stato fatto da chi l'ha preceduto, ogni esecuzione aggiunge qualcosa alla precedente e questo arricchimento viene da tutti condiviso; si impara non solo da quello che personalmente si sperimenta, ma anche e soprattutto dall'esperienza dei compagni, che viene da tutti interiorizzata. La partecipazione all'esperienza si avvale anche di pratiche musicali parallele, come l'utilizzo della body-percussion o del canto.

3) Il gruppo non deve necessariamente essere omogeneo né per età né per livello: hanno partecipato al nostro corso, tra gli altri, una violinista (adulta, principiante riguardo al pianoforte) e una bambina; entrambe hanno partecipato attivamente e con soddisfazione a tutte le attività e hanno costituito una risorsa in più per tutti gli altri. Sta ovviamente alla bravura del docente (e in questo Annibale Rebaudengo è proprio.maestro) "utilizzare" al meglio le risorse umane favorendo i percorsi di crescita personale e i contributi che ognuno può offrire agli altri.

Il lavoro, oltre ad approfondire lo specifico della conduzione di lezioni di gruppo, ha seguito un percorso tematico tale che, alla fine della settimana, tutto il materiale elaborato durante le lezioni è stato coordinato in una performance collettiva in collaborazione con il corso parallelo di Ciro Paduano, dal titolo "Notte nel castello blu".


CORSI ESTIVI 2005

MUSICA DA 0 A 3 ANNI
MUSICA DA 3 A 6 ANNI
PERCORSI CREATIVI MUSICALI PER L'APPRENDIMENTO LINGUISTICO
ATTIVITÀ INTEGRATE
BIANCO, ROSSO E NERO
MUSICA E ARTI VISIVE TRA DIMENSIONE ESTETICA E ESPERIENZA EDUCATIVA
LA LEZIONE COLLETTIVA DI PIANOFORTE


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