Pubblichiamo qui
i messaggi di chiusura inviati dai moderatori ai forum
attivati dall'INDIRE in collaborazione con la SIEM nel quadro delle
iniziative per la formazione online degli insegnanti.
Il primo
messaggio è relativo al forum sull'educazione musicale, rivolto
a docenti neo-assunti destinatari delle iniziative di formazione iniziale
obbligatoria. Il moderatore principale (nonché autore - a nome di
tutti gli altri - del messaggio) è stato Giovanni Mocchi.
Gli altri due sono
relativi ai forum attivati nel quadro del progetto ForTIC, finalizzato
alla formazione nel campo delle tecnologie Informatiche e della Comunicazione,
che nel corso di quest'anno è stato rivolto a molti docenti. Sono
stati attivati percorsi differenzati (A, B e C) per utenti di diversa competenza
pregressa; nell'ambito del percorso A e del percorso
B due forum, moderati da Giovanni Cospito, hanno avuto per tema l'applicazione
delle TIC nello specifico campo disciplinare della musica.
Come già in
precedenza, il dibattito più vivo, forse anche in ragione dei numeri
coinvolti, proviene dagli insegnanti di scuola materna ed elementare.
Il leitmotiv che caratterizza
i vari interventi - siano essi di insegnanti che abbiano o meno un titolo
o uno studio musicale nel proprio curricolo formativo - è la dichiarata
passione per la musica, non tanto sul piano personale, ma per gli esiti
che essi osservano nell’ambito educativo. Spesso è direttamente
l’insegnante di classe a documentare i riscontri sul piano della socializzazione,
dell’incremento motivazionale, dello sviluppo psicomotorio e affettivo,
della acquisizione di competenze cognitive. Altre volte egli diventa osservatore
partecipe dell’intervento di un esperto esterno e attento rilevatore degli
effetti positivi sulla crescita del singolo, del gruppo e dell’allievo
portatore di handicap. Già agli occhi, certo non sprovveduti, dei
docenti ad inizio carriera, la musica è dunque ritenuta strumento
insostituibile nel quadro dell’iter formativo.
Nel primo forum INDIRE
dell’anno scolastico 2001-2002, l’orientamento era il medesimo, benché
misurato su un campione molto più ampio di partecipanti. Allora,
in conclusione del forum si diceva “Se l’educazione sonoro-musicale, da
sempre, vede i docenti impreparati ad affrontare un curricolo che possa
effettivamente definirsi musicale, occorre interrogarsi sul motivo per
cui la risposta dei docenti non sia stata di indifferenza, ma di partecipazione
assidua e appassionata. Dagli interventi emerge la convinzione, fortemente
condivisa, che la crescita del bambino sia inscindibile dalle esperienze
inerenti il suono e la musica, come componenti irrinunciabili della dimensione
umana.”. Non sembra dunque essere un vento passeggero la portata pedagogica
del suono e della musica, quando vengono esperiti in tutte le loro potenzialità,
dalla voce alla manipolazione dei materiali sonori, dal canto alla musica
d’insieme, dall’ascolto alla drammatizzazione e alla costruzione di colonne
sonore. L’aria che si respira tra i 3 e i 10 anni promuove l’approccio
laboratoriale e sperimentale del far musica, senza steccati e barriere
tra generi e tipologie di esperienze (dall’esecuzione, alla scrittura informale,
all’improvvisazione).
Altra storia è
quella della storia della musica nella scuola media e media superiore.
Il dibattito sulle
nuove metodologie parte dall’assunto che la storia della musica sia parte
inscindibile con la storia dell’uomo e quindi che sia necessario aprire
una finestra in questo panorama. D’altronde sono i giovani stessi a declinare
in musica la propria storia personale (“La musica sembra essere la principale
"educatrice" dei ragazzi”). Perché fare allora un storia dell’uomo
senza apporto del sound di epoche e luoghi che la musica sa rievocare in
modo così vitale?
Le appassionate ‘invasioni
di campo’ dei docenti di altre discipline che promuovono la storia della
musica a scuola sono più che significative. Il problema è
sentito dal punto di vista della compiutezza culturale, con sinergie tra
campi del sapere che si potenziano a vicenda (storia, geografia, letteratura,
fisica del suono, danza…).
Le contaminazioni
si moltiplicano se non è soltanto un docente a farsi carico del
percorso interdisciplinare, ma se viene coinvolto l’intero consiglio di
classe e se come esecutori si investono gli alunni che stanno imparando
uno strumento. L’attenzione alla musica dal vivo è molto più
motivante del CD trasmesso asetticamente da un apparecchio audio!
La partecipazione al
forum degli insegnanti di strumento è stata quest’anno sporadica,
specie se confrontata con la massiccia e vivace presenza riscontrata lo
scorso anno o con l’entusiastiche e numerose voci provenienti dalla scuola
dell’infanzia. Sicuramente diverso quest’anno è il numero degli
aventi diritto.
Tra le tematiche timidamente
introdotte, alcune sono di natura squisitamente didattica: ad esempio la
sempre viva preoccupazione di come reperire o elaborare repertori adatti
alla media ad indirizzo musicale, specialmente per la musica d’insieme
e l’orchestra. È da segnalare anche un dibattito ? purtroppo aperto
in “zona Cesarini” ma ricco di potenziali sviluppi ? sugli aspetti motivazionali
legati all’adozione di nuovi testi e nuove metodologie.
Sul piano organizzativo,
è emerso invece il problema della piena integrazione dei corsi di
strumento nel progetto educativo d’istituto, in modo che le varie attività
e uscite musicali (concorsi, rassegne, saggi, rappresentazioni…) non siano
vissuti nella scuola come una perdita di tempo o tutt’al più una
vetrina d’immagine, ma siano realmente recepiti come momenti importanti
per la crescita ? non solo musicale - degli alunni. È una questione
già dibattuta lo scorso anno, ma ora più che mai attuale
e pressante: l’attuazione della riforma scolastica, infatti, probabilmente
metterà in discussione l’attuale assetto organizzativo dei corsi
musicali e renderà possibile un’offerta aperta ad altre istituzioni
scolastiche in rete. Con il rischio, naturalmente, che l’allargamento indebolisca
proprio questo aspetto di integrazione che è qualificante e forse
unico in Europa.
I moderatori della
SIEM:
Giovanni Mocchi, Carlo
Delfrati, Mariateresa Lietti, Luciano Pasquero, Annibale Rebaudengo, Paolo
Salomone.
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Forum per il percorso A
Dalla navigazione attraverso
gli interventi e i materiali raccolti in questo forum, emerge una prima
vistosa esigenza per come si andavano delineando le aree tematiche di discussione
e scambio: la necessità di differenziare pratiche ed
informazione mirandole secondo i diversi gradi di istruzione scolastica.
Sono state quindi
formate aree tematiche di discussione e scambi sui problemi che riguardavano
la musica nella Scuola Elementare e la musica nella Scuola dell’Infanzia.
In questi contesti
però, il solo peso del lavoro di introduzione delle attività
didattiche con la musica e la necessità di raccogliere informazioni
sulle esperienze basi già fatte, lascia ancora poco spazio alle
pratiche con le nuove tecnologie che pur sono possibili. Si sono inseriti
anche scambi di informazioni sullo stato dei laboratori musicali.
Sono emerse varie
esperienze di lavoro con le TIC che per esempio utilizzano il CD-ROM
MUSE 2000 e vari editor notazionali di facile uso e con interfacce non
complesse; queste esperienze riferiscono di vari lavori svolti sul campo.
Sono state presentate
produzioni per la didattica fatte con le TIC, che risultano molto utili
per lo stimolo e il riferimento di partenza per molti, e esperienze di
lavoro interdisciplinare dove ovviamente la musica e l’audio in generale
trovano la loro funzione insostituibile.
E’ evidente che l’uso
delle tecnologie nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari richiedono
applicativi software e interfacce particolari, quindi spesso non bastano
gli ambienti software musicali di carattere generale che si trovano abitualmente
sul mercato.
Credo che la direzione
sia quella di una sistematica ricerca del materiale che alcune aree di
ricerca CAI (Computer Aided Instruction) mettono a disposizione e avviare
gruppi di lavoro didattico sui materiali didattici prescelti. Così
come avviare gli insegnanti a competenze sull’autoring che li permetta
in proprio di produrre applicativi multimediali per le proprie attività
didattiche.
Allego di seguito una tabella ricapitolativa e sintetica delle aree tematiche emerse.
Saluti a tutti
Giovanni Cospito
Dalla navigazione integrale
di tutti i materiali prodotti dai docenti intervenuti nel forum, emergono
ovviamente una serie di aree tematiche la cui caratterizzazione fondamentale
è stata quella di uno scambio ed un supporto reciproco sull’acquisizione
pratica degli strumenti TIC: software, hardware, siti di riferimento, hard
Si tratta di una prima
fase legittima alla quale comunque si sono già accompagnati una
serie di indicazioni ed osservazioni più propriamente didattiche
e metodologico sull’uso di questi strumenti con giudizi sulle tipologie
di software e indicazioni sulle attività costruite con gli stessi.
A queste si sono accompagnate uno scambio di informazioni di base relative
alla musica fatta con strumenti digitali, spesso necessarie per usare coscientemente
una serie di procedure e strumenti.
Sono stati anche presentazioni
produzioni musicali e multimediali fatte in autonomia da docenti e studenti
di alcune scuole con una apertura positiva su uno degli aspetti fondamentali
della didattica musicale e l’informatica che è quella dell’autoring
dove il docente, in relazione agli studenti, costruisce in proprio
I suoi ambienti digitali di lavoro didattico.
Allego di seguito una tabella ricapitolativi delle aree tematiche emerse.
Saluti a tutti
Giovanni Cospito