Comunicato della Società Italiana per l’Educazione Musicale
sulla legge di riforma 53/2003
Con l'approvazione dei due provvedimenti applicativi della legge 28 marzo
2003, n. 53 (Consiglio dei ministri del 17 ottobre 2005), sono state poste
contestualmente le basi sia per l'avvio del nuovo sistema della scuola secondaria
di secondo grado con l'istituzione di licei aventi diversi indirizzi, sia
per la di formazione e il reclutamento dei futuri insegnanti.
La SIEM, associazione disciplinare attenta da decenni alle problematiche
dell'educazione musicale, esprime scarsa soddisfazione in merito alle scelte
di politica scolastica operate con la legge delega 53/2003 dalle quali traspare
anzitutto l'insufficiente aderenza delle singole soluzioni adottate rispetto
al più vasto quadro ricavabile da in un'ottica di sistema.
Nello specifico, con la prevista attivazione in via sperimentale del liceo
ad indirizzo musicale e coreutico (art. 27), ci pare di poter affermare che
il ricorso allo strumento della "sperimentazione" sia teso a compensare temporaneamente
la mancanza di precise scelte in questo settore. Nonostante la previsione
della "continuità dei percorsi formativi per gli studenti provenienti
dai corsi ad indirizzo musicale" provenienti dalla scuola secondaria di primo
grado (art. 8), e del raccordo ai fini dell'acquisizione "delle capacità
e delle abilità richieste per l'accesso ai corsi d'istruzione superiore"
(art.2), il paventato regime 'sperimentale' produce di fatto una grave precarizzazione
del ruolo formativo che dovrebbe essere attribuito alle discipline musicali.
Il risultato è quello di un danno al sistema scolastico nel suo insieme
e, più in generale, alla società, alla quale è negata
di fatto la certezza di "livelli essenziali" di crescita culturale connessa
ai fenomeni artistici.
Questa mancata visione d'insieme ci pare risenta in generale di una ridotta
considerazione, sul piano culturale, del ruolo che possono e devono giocare
l'esercizio delle arti nello sviluppo della persona e delle comunità.
Nello specifico tale deprivazione culturale è aggravata dal fatto
che la variegata e complessa articolazione disciplinare, in quanto arte e
scienza, fa della musica un irrinunciabile strumento di conoscenza e di crescita
umana. Da questo punto di vista risulta quindi inspiegabile l'opzionalità
della musica per quasi tutti gli indirizzi liceali (quali quello classico,
scientifico, tecnologico e, clamorosamente, per quello artistico) o la sua
curricolarità "a singhiozzo" - dal 3° al 5° anno, nel liceo
delle scienze umane - spezzando così la naturale continuità
con la scuola secondaria di I grado di cui la disciplina poteva beneficiare.
Crediamo che il progressivo processo di separazione della musica e delle
arti dal contesto generale dei saperi (confermata anche dai diversi luoghi
previsti per la formazione i docenti) sia frutto non solo della proverbiale
scarsa considerazione di cui godono le arti e i beni culturali da parte della
classe politica, ma anche della pluridecennale tendenza all'auto-isolamento
(talvolta dettato da ragioni corporativiste) da parte degli stessi addetti
ai lavori: musicisti e musicologi. In tal senso, come associazione riteniamo
urgente che si apra un ampio dibattito culturale in grado di riconsiderare
gli assi portanti del ruolo delle arti nella società e, conseguentemente,
delle scelte politiche di lungo respiro, tra cui quelle scolastiche, necessarie
per la realizzazione di obiettivi formativi ambiziosi in grado di scardinare
steccati culturali (interni ed esterni al mondo artistico) di grave ostacolo
alla crescita complessiva della società. Con queste premesse la SIEM
si dichiara sempre pronta a portare pragmaticamente il proprio contributo
di idee per l'individuazione di soluzioni che sappiano guardare al futuro
senza indebiti condizionamenti da parte di questioni di carattere contingente
o particolaristico.
Ogni riforma ha, o dovrebbe avere, al proprio interno una possibilità
di cambiamento in itinere, dopo un’attenta valutazione dei primi risultati.
Alcune distonie sono state segnalate da specifici documenti relativamente
ai due provvedimenti (consultabili alla pagina
http://www.siem-online.it/docu/muscrif/muscrif.htm). La capacità
politica del potere legislativo ed esecutivo è misurabile anche dalla
capacità d’ascolto di chi ha dedicato decenni della propria
vita alla musica a scuola. Speriamo che questa capacità sia esercitata
da chiunque detenga, oggi o domani, questi poteri.