In seguito alla promulgazione
del D.M. 13/1/04 e all'approvazione del Decreto Legislativo 23/1/04, nei
quali la posizione delle attuali Scuole Medie ad Indirizzo Musicale è
affrontata in modo quantomeno ambiguo, la SIEM ha rivolto al Ministro dell'Istruzione
la seguente
Milano 27 gennaio
2004
Pregiatissimo Ministro,
la SIEM è,
per suoi fini istituzionali, impegnata a favore della diffusione della
formazione musicale.
Come Presidente dell'associazione
accolgo l'invito di numerosi docenti ad inoltrarLe preoccupazioni e inquietudini
diffuse sul futuro delle Scuole Medie ad Indirizzo Musicale (SMIM).
La lettura delle indicazioni
per la nuova scuola secondaria di primo grado e della circolare inerente
alle iscrizioni per l'anno scolastico 2004-2005 conduce ad inserire
lo strumento nella fascia dell'opzionalità e della facoltatività.
Alcuni sottolineano
come l'opzionalità fosse già di fatto esercitata (nessuno
era obbligato a frequentare le SMIM); tuttavia c'era una normativa specifica
che prevedeva e garantiva la specificità dell'indirizzo musicale
(musicale, non strumentale), con annesse classi di concorso, programmi
e modelli organizzativi. Questa normativa è stata di fatto abrogata.
Se la nostra lettura
dei documenti ministeriali è corretta:
1) gli insegnamenti
strumentali affidati a precari potrebbero essere drasticamente ridotti
o a carico finanziario della singola scuola (se è stato abrogato
il decreto del '99, il numero di cattedre assegnate ad ogni
SMIM risulterebbe, di fatto, superato e non vincolante);
2) i docenti di ruolo
potrebbero perdere la titolarità e trasformarsi in DOP (Dotazione
Organica Provinciale); l'opzionalità, infatti, non sorretta da normativa
specifica configura necessariamente l'utilizzo "dove" e "se" necessario:
si consideri la situazione degli insegnanti di strumento musicale
facoltativo nel vecchio istituto magistrale e nei nuovi licei socio-psico-pedagogici
e delle scienze sociali.
Le ricadute didattiche e formative appaiono preoccupanti, pur non escludendo che le precisazioni ministeriali sugli organici per l'a.s. 2004-2005 siano abbastanza "morbide". Da un lato l'insegnamento strumentale rischia di perdere i suoi legami con gli obiettivi formativi della Scuola Secondaria di primo grado, trasformandosi in un'appendice separata, dall'altro verrebbero vanificate le garanzie fornite dalle attuali graduatorie in merito alla qualificazione professionale degli insegnanti.
Un'ultima considerazione. "Smontate" le SMIM, perché mai dovrebbero nascere i Licei Musicali così come li abbiamo auspicati? Molto più semplice parrebbe affidare ai Conservatori, appena riformati, lo studio strumentale a livello post-secondario, magari in convenzione con altri Licei. Ci sembra un vero paradosso normativo e didattico, che riporterebbe la situazione indietro di molti anni, preconizzando per i futuri musicisti una "doppia scolarità" non solo controproducente sul piano dell'apprendimento, ma anche inadeguata alla costruzione di competenze adatte alle nuove professioni musicali.
Ci auguriamo di sbagliare, nel qual caso attendiamo sollecite disposizioni ministeriali che assicurino una significativa presenza della musica a scuola e che valorizzino la positiva esperienza delle SMIM su tutto il territorio nazionale.
Gradisca i saluti più cordiali
Annibale Rebaudengo
Presidente SIEM