ANCHE ALL'UNIVERSITA' SI CHIEDE PIU' MUSICA


Pubblichiamo - su richiesta degli estensori - il documento che segue, che chiede un maggior spazio della musica nell'ambito dei percorsi universitari di formazione dei futuri insegnanti.

Il documento (che è stato redatto qualche mese fa) è significativo in particolar modo se messo in relazione con il dibattito avviatosi intorno alla insoddisfacente presenza della musica nei piani di studio dei futuri licei, come prospettata dalle bozze di riforma recentemente rese pubbliche dal MIUR. L'intento è di contribuire ad un ampliamento e approfondimento della discussione, che dovrà necessariamente investire il ruolo e la posizione della musica nell'insieme del sistema educativo.



All'attenzione
dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione e
dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria

Il presente documento è scaturito dal dibattito avviato fra alcuni docenti di musica negli attuali Corsi di Laurea quadriennali in Scienze della Formazione Primaria a fronte delle esperienze e delle problematiche affrontate durante l'esperienza condotta in questi anni, e riguarda la collocazione della disciplina nel nuovo ordinamento articolato in triennio di base e laurea specialistica. Ci permettiamo di sottoporlo alla Vostra attenzione nella speranza di fare cosa utile al Corso di laurea

1. Motivazione della proposta e situazione normativa:

La discontinua e scarsa presenza dell'educazione musicale nel curricolo formativo dell'insegnante rappresenta la ragione principale delle carenze che più volte hanno evidenziate gli stessi operatori scolastici.
Già prima della recente Riforma del sistema scolastico (L. 28 Marzo 2003, n. 53) l' attuazione dei programmi di musica nella scuola di base risultava ancora  parzialmente disattesa.
La formazione musicale delle insegnanti della scuola di base è attualmente impartita in diversi insegnamenti inseriti nei corsi quadriennali in Scienze della Formazione Primaria. Tali corsi sono chiamati a svolgere un duplice compito: oltre a curare lo sviluppo di competenze tecnico-professionali e trasversali, si trovano a dover colmare le lacune relative alle competenze di base della disciplina, connesse all'attuale sostanziale mancanza della musica nei curricoli per la scuola secondaria superiore.

2. La nostra proposta

Ipotizziamo due distinti periodi formativi.
I due percorsi pur considerati nella loro specificità e autonomia, risultano accomunati dall'assunzione di una prospettiva interdisciplinare, che guarda alla musica considerata anche nei suoi reciproci rapporti con le altre discipline e le loro relative didattiche, sperimentando l'integrazione dei diversi linguaggi espressivi nell'ottica di una didattica della multimedialità. Tale impostazione potrebbe essere utilmente affiancata all'individuazione di piani di studio "dedicati" che possano prevedere un più ampio spazio per la didattica dei linguaggi non verbali (educazione all'immagine, educazione artistica, educazione motoria e, naturalmente, educazione musicale).

Primo periodo
Nel triennio comune proponiamo un corso articolato in 1 insegnamento di 30 ore, associato all'attivazione di 2 laboratori di 15 ore.
Il corso dovrebbe essere finalizzato sia all'acquisizione delle competenze disciplinari di base relative alla prassi e alla consapevolezza musicale (fondamenti della comunicazione musicale e dell'alfabetizzazione con la musica, ecc.), sia di iniziali competenze tecnico-professionali (elementi di didattica col suono e la musica).
Conoscenze e abilità andranno perseguite utilizzando una metodologia attiva che consenta una reciproca integrazione tra insegnamento e laboratori. In particolare nei laboratori la pratica e la riflessione sul fare, finalizzate allo sviluppo di abilità di base nel campo della disciplina musica, diverranno occasione per la successiva traduzione delle esperienze in ambito didattico.

Secondo periodo
Nel biennio prevediamo una distinzione più marcatamente legata al futuro profilo professionale dell'insegnante. Ipotizziamo pertanto due distinti insegnamenti, ciascuno di 30h, rispettivamente per la scuola dell'infanzia e per la scuola elementare. Gli insegnamenti dovrebbero essere affiancati a due laboratori di 15 ore. Il nucleo di questo secondo segmento consisterà nella formazione di competenze metodologico-didattiche specifiche (psico-pedagogia dello sviluppo dell'esperienza musicale infantile, didattica della produzione e della fruizione musicale). Il laboratorio dovrà fornire strumenti operativi utili al raggiungimento di autonomia nella progettazione e realizzazione di percorsi didattici per le distinte fasce d'età.

Naturalmente il monte orario di questa nostra proposta di minima potrebbe risultare positivamente ampliato in presenza di risorse interne o convenzioni con Enti e Istituzioni del territorio (Conservatorio, IRRE, Associazioni disciplinari, ecc)

3. Congedo

Siamo consapevoli che l'attuale carenza di educazione musicale nella scuola di base potrà essere superata solo grazie ad una solida presenza nella formazione iniziale dell'insegnante di scuola dell'infanzia e di scuola primaria. Confidiamo pertanto che questa nostra riflessione possa essere tenuta in considerazione in vista della riprogettazione del curricolo formativo dei nuovi Corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

25 Ottobre 2004


Sottoscrivono il documento:
 
 

Stefania Lucchetti
Teoria e pratica dell'educazione musicale nella scuola dell'infanzia
Università degli Studi di PADOVA
Docente a contratto
Michele Biasutti
Metodologia dell'educazione musicale
Università degli Studi di PADOVA
Ricercatore
Elita Maule
Musica e Comunicazione sonora
Didattica della Musica
Università di BOLZANO
Docente a contratto
Benedetta Toni
Didattica della musica e comunicazione sonora
Didattica della musica
Università di BOLZANO
Docente a contratto
Mario Baroni
Metodologia dell'Educazione Musicale
Università di BOLOGNA
Professore ordinario
Anna Rita Addessi
Metodologia dell'Educazione Musicale
Università di BOLOGNA
Università di MODENA E REGGIO EMILIA
Ricercatore
Luca Marconi
Fondamenti della comunicazione musicale
Università di MODENA E REGGIO EMILIA
Docente a contratto
Enrico Bottero
Metodologia dell'educazione musicale
Università di TORINO
Docente a contratto
Gianni Nuti
Didattica della musica
Università della VALLE D'AOSTA
Docente a contratto
Giorgio Bafile
Musica e comunicazione sonora
Università dell'AQUILA
Docente a contratto
Pier Paolo Bellini
Metodologia dell'educazione musicale
Università del MOLISE
Docente a contratto
Pasquale Scialò
Metodologia dell'educazione musicale
Università Suor Orsola Benincasa di NAPOLI
Docente a contratto
Susanna Venturi
Storia della musica
Università della Basilicata (polo di MATERA)
Docente a contratto
Tullio Visioli
Metodologia dell'educazione musicale
Università LUMSA di ROMA
Docente a contratto
Italo Montiglio
Metodologia dell'educazione musicale
Università degli Studi di TRIESTE
Docente a contratto
Maurizio Spaccazocchi
Metodologia dell'educazione musicale
Teoria Musicale
Università di URBINO
Docente a contratto
Antonella Coppi
Università degli Studi di PERUGIA
Rosa Cafiero
Fondamenti della comunicazione musicale
Università Cattolica del Sacro Cuore MILANO
Ricercatore


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