PREMESSA AI LAVORI DELLA COMMISSIONE


I documenti della commissione qui di seguito presentati sono un primo bilancio del lavoro prodotto, su mandato della SIEM di seguire il riordino del sistema scolastico e fornire indicazioni  per i Piani di studio dei diversi ordini di scuola. Le proposte sono diversificate per ordini di scuola, in quanto elaborate da sottocommissioni competenti nei diversi settori d'intervento didattico; ogni sottocommissione ha, pertanto, illustrato brevemente le premesse teoriche e metodologiche del proprio lavoro.

La documentazione prodotta ha una forte componente di provvisorietà. I motivi sono almeno tre.

Innanzi tutto, la redazione dei documenti è avvenuta in contemporanea all'interno delle diverse sottocommissioni: oltre ad una certa disomogeneità sul piano della presentazione formale - i documenti appaiono molto diversi fra di loro, per estensione, articolazione interna, ecc. - questo significa che possono essere presenti ripetizioni o incongruenze rispetto ad un'ottica di continuità tra un ordine di studi e l'altro. Nei momenti di incontro collettivo, si è cercato di ovviare a questi elementi di discontinuità adottando le seguenti strategie:

Il continuo confronto interlocutorio con i documenti ufficiali del MIUR e con il percorso di riforma del sistema scolastico in fieri costituisce il secondo motivo di provvisorietà del lavoro della commissione. In particolare:
La struttura dei Piani di studio per la scuola primaria e secondaria inferiore e i contenuti delle loro premesse pedagogico-didattiche inizialmente sono stati pensati rielaborando documenti quali quello del 21 gennaio 2002 di Carlo Delfrati per la commissione De Mauro, quello su “La presenza della musica nella riforma della scuola” elaborato da Rosalba Deriu ed Annibale Rebaudengo, o quello SIEM “Elaborazione di un curricolo unitario per l’insegnamento della musica in prospettiva del riordino dei cicli”. Dopo la pubblicazione delle prime bozze dei Piani di Studio da parte del MIUR, si è dovuto procedere ad una diversa - e in un certo senso radicale - risistemazione dei contenuti sulla base di un linguaggio comune. Questo, tra l'altro, consentirà anche una più facile comparazione tra i Piani di studio del MIUR e quelli proposti dalla commissione.
La complessa organizzazione scolastica descritta nei documenti del MIUR - già definita per la scuola primaria, accennata per la media - qualifica l'insegnamento della Musica (o delle attività espressive) come attività di laboratorio. Nei documenti prodotti dalla commissione si cerca di distinguere l'impianto disciplinare (attività musicale di classe) dalla dimensione laboratoriale. In particolare, nei piani di studio per la scuola primaria la commissione ha cercato di delineare tale distinzione con uno specifico riferimento anche all'attività di orientamento musicale.
Al momento in cui si sta scrivendo questa premessa, dell'iter di riforma della scuola superiore non si conoscono che gli indirizzi. Le proposte della commissione per la scuola superiore sono perciò semplicemente delle ipotesi e la loro provvisorietà è, perciò, più che mai evidente.

Il terzo motivo di provvisorietà del prodotto della commissione, infine, è ovvio: questo è il frutto della riflessione solo di un gruppo ristretto di persone, emanazione dell'Assemblea dei soci della SIEM. Perciò, nell'attesa di una maggior chiarezza sullo sviluppo dei tempi e dei modi della riforma scolastica, e con l'auspicio che la SIEM. vi possa offrire in modo significativo il proprio contributo, la commissione sottopone il lavoro fin qui svolto - che, nella prospettiva di una stesura definitiva, richiederà la supervisione e la rielaborazione in un editing più accurato e rigoroso da parte di Carlo Delfrati e Rosalba Deriu - all'attenzione di tutti coloro che, a vario titolo, seguono i processi di cambiamento della scuola e dell'educazione musicale in particolare.

Andrea Paolucci
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